Benvenuto nella Valle di Scalve

Qui potrai trovare informazioni utili per la tua prossima visita nella nostra meravigliosa Valle.

La valle è formata da 4 comuni e diverse comunità, ciascuna da scoprire nella loro semplicità. Il silenzio e il riposo sono garantiti, ma nello stesso tempo la valle offre percorsi culturali con musei, gastronomici con un ottima cucina, artistici e soprattutto una montagna autentica ricca di scenari mozzafiato e incontaminati. Questa rara isola alpina non delude gli sportivi sciatori e pattinatori; la valle incanterà i rocciatori con pareti verticali che sfiorano il cielo, escursioni per tutti i gusti in sentieri sempre nuovi.

Scopri tutti gli eventi nella Valle di Scalve sul sito www.scalve.it

Anticamente la Valle era denominata “Vallis Deciae” cioè Valle del Dezzo, che è il fiume più importante che l’attraversa; la successiva denominazione “Scalve” ha numerose interpretazioni ma la più valida sembra essere, come afferma lo storico Don Ettore Bonaldi, “Al de Skalf” che significa “Valle della fessura o escavazione”.

Il primo documento ufficiale in cui compare la denominazione Valle di Scalve è dell’anno 1018 (relativo alla contesa per i confini tra Borno e Scalve). 

Sicuramente i primi abitanti furono i Pre-Camuni o Celti Gallici (3000-2000 a. C.) poi i Camuni, e solo dal 16 d.C. i Romani.

In origine quindi non vi era un popolo scalvino ma solamente un insieme di discendenti di genti Galliche, Liguri, Celtiche, Etrusche e Camune.

In seguito fu dominata dai Romani che, con le loro legioni, conquistarono e sottomisero la Valle e costrinsero gli abitanti all’escavazione dei metalli (ferro, argento e rame) e vi costruirono con ogni probabilità due castelli (entrambi a Vilmaggiore).

Dopo la caduta dell’impero Romano nel 476 e l’invasione dei barbari, il dominio della Valle passò sotto l’impero di Carlo Magno, il quale nel 774 concesse l’amministrazione della Valle ai monaci di Tours.

Essendo difficile riscuotere i tributi a causa della lontananza, i monaci di Tours permutarono, con altri terreni in Piemonte, la contrada di Scalve che passò così sotto la giurisdizione del Vescovo di Bergamo nel 1026.

Nel 1047 Enrico III concede agli “amici di Scalve” numerosi privilegi (che vennero poi confermati dall’imperatore Enrico VII nel 1311 e successivamente anche dal re di Boemia nel 1331).

Siccome anche il Vescovo di Bergamo aveva difficoltà a riscuotere le tasse, nel 1222 cedette i diritti di Signoria alla famiglia dei Capitani di Scalve.

In seguito, nel 1231, i Capitani furono costretti a cedere la proprietà della Valle alla “Comunità di Scalve” che divenne così autonoma e mantenne tutti i privilegi imperiali già istituiti nel passato.

Nel 1372 fu steso il primo Statuto e nel 1375 venne decisa la costruzione del palazzo Pretorio. (Gli statuti furono successivamente aggiornati sotto il dominio della Repubblica di Venezia nel 1578).

Nel 1428 la Valle di Scalve si consegnò spontaneamente alla Repubblica di Venezia che le valse così copiosissimi privilegi e l’autonomia nonché l’indipendenza dalla città e dal territorio di Bergamo.

Con la caduta di Venezia nel 1797 la Valle passò sotto la dominazione francese, che tolse tutti i privilegi e istituì forti tasse.

Nel 1814 le potenze alleate obbligarono i Francesi a rivalicare le Alpi e gli Austriaci estesero il dominio su Lombardia e Venezia.

Nel 1817 Scalve perdette l’antichissima sua Podesteria che fu concentrata in quella di Clusone.

Termina così la lunga storia di autonomia della Valle iniziata nel 1202 con l’insediamento del primo Podestà (Raimondo de’ Capitani), anche se successivamente alla caduta del dominio austriaco (1859), la Valle riebbe l’onore della Pretura (1862).

Il Podestà veniva nominato come rappresentante della giustizia e solitamente era nominato tra i membri delle famiglie nobili di Bergamo.

Il Podestà restava in carica solo un anno e poteva emettere sentenze sia penali che civili ed era coadiuvato dal “Consiglio”, composto dai rappresentanti delle singole Contrade della Valle che, come il Podestà, restavano in carica un solo anno.